boh.

ti vedi con qualcuno per ora? no, non mi interessa e non ne ho alcuna voglia.

quindi non fai sesso? no, con nessuno tranne che con me.

una donna la toccherei volentieri, la sfiorerei con pazienza e perizia, con curiosità di polpastrelli che vogliono sentire un corpo simile al tuo, ma che non è il tuo. con gli occhi famelici di passione e desiderio che mi mangia dentro da tempo immemore. con la sensazione di chi assaggia un cibo prelibato, di cui ha fatto a meno ma che non vede l’ora di poter riassaporare. sfrenato, nuovo, più maturo e consapevole, questo sarebbe.

un uomo nemmeno per idea, non adesso. perchè non sono pronta, perchè nessuno sarebbe capace di farmi stare al cento per cento dei miei sensi, libera e padrona di un controllo sfumato. decelerazioni e accelerazioni continue, gemiti interrotti in gola, petto che urla, umori sciolti, desideri sbizzarriti, espressioni di libertà pura, di non vergogna, di affidamento.

se conosci tutto questo, diversamente potrai accontentarti. faccio l’amore con me, che mi comprendo.

19 aprile.

Succede a volte che le sensazioni si susseguono inarrestabili. Succede che mi sento segnata e marchiata. E tutto questo accade in un modo così innocente e vero che mi sento vibrare. Linfa vitale scorre e tu ci sei, e c’è il pensiero quotidiano che a te rivolgo ogni giorno. Senza realizzare, senza ricordare, senza ragionare. Mi hai segnatamente scalfita ma nessuno può vederlo. È un segreto che porto con me, è il nostro maledetto segreto. E vorrei essere ancora ciò che sono stata, vorrei che tu entrassi da quella porta e mi investissi con la tua follia. Invadimi, che io non ti rifiuto. Fammi perdere il controllo, come soltanto tu sei stato capace di fare.

6 aprile

dappertutto. ti ho accarezzato e sfiorato ovunque, leccato come un regalo tanto desiderato e finalmente ricevuto.

sei tu il mio peccato preferito. sei ossessione, maledizione, proibizione. sei un miracolo senza tempo, sei turbamento e malcontento.

annidato fra le mie membra, contorto, distorto, esagerato, sconclusionato. 

la mia mano nella tua, le mie labbra ti assaggiano e giocano come piace a noi. e mi dici che sono brava, bravissima. ti accarezzo mentre ansimi e mi osservi dedita al tuo piacere. tuo e mio insieme. tocco strategicamente quei punti che so ti fanno impazzire, ti sento vibrare, ti ascolto godere. dio quanto ti volevo. 

mi riempio di te, tutta. i miei occhi, le mie mani, la mia bocca aperta e pronta, la mia gola assetata del tuo sapore caldo che adoro sentire arrivare ed ingoiare. ti abbandoni in un orgasmo intenso e lungo, ti guardo e sono fiera di me. lo sei anche tu, che ancora tremi e mi sorridi.

e adesso fammi spazio accanto a te, che ti voglio sentire contro la mia pelle. che non esiste più niente e le scorte sono finite. adesso che non potrò più averti con me, mi nutro degli ultimi respiri, degli ultimi profumi.

Un’ora.

Un’ora con te passa in fretta. Sei già andato via,lasciandomi con un sorriso sulle labbra e un pianto pronto a scoppiare. Ti ho desiderato di nuovo,e di nuovo mi sono fatta telecomandare dalle emozioni,non curandomi del resto,del prima né del dopo. Adesso ho ceduto. E amo cedere quando si tratta di te. La tua vita sta cambiando,un’altra volta ti ha voltato le spalle. Ma sei in gamba e non lasci che le cose ti accadano. Io ti ascolto,dopo il sesso quello vero,che solo sesso non è perché io in quel modo non l’ho fatto mai. Mi sono chiesta di cosa si tratta,se questi turbamenti hanno un nome e posso assegnare loro un’etichetta. Ma non ho risposte,sai? Sto lasciando che tutto scorra,che mi invada e mi investa senza pietà. Potrò comprendere soltanto allora se esiste una cura,se è una proiezione dei miei bisogni più intimi o il germoglio malato di un fiore che nasce già appassito fra le tue braccia. Non temo nulla ormai. Voglio sentire e sentendo voglio capire.

28 marzo.

Ne avevo bisogno prima e ne ho bisogno anche adesso. Tutto è nato spontaneamente da processi mentali messi in moto uno dopo l’altro,ingranaggi e molle dello stesso marchingegno potentissimo in azione. Inizio,svolgimento,conclusione. Come nei temi delle elementari. Azioni e reazioni concatenate imprescindibilmente,un susseguirsi sfrenato di idee sfacciate,pensieri folli,comunicazioni e realizzazioni. Necessità,esigenza del tutto inaspettata. Che si è impossessata dell’ultimo briciolo di razionalità e lo ha inghiottito vorace. Lo so,me lo sono ripetuto fino a non sentire più le corde vocali,che non andava assecondata questa favola dalle troppe ombre. 

Sei la mi interferenza,quella sensazione in pancia che mi agita e mi rende soldato senza armi,re senza trono né onore. Sei il mio tallone d’achille,la mia patologia preferita. Attorcigliata la tua presenza attorno al mio corpo,alla mia testa,io la sento. Desiderio di essere vista,guardata,controllata. Tu puoi,e nessun’altro credo sarà in grado di ripetere l’opera. Certi fenomeni nascono già irripetibili. Schiava non nel letto ma nell’intelletto,che ti assicuro é una tortura che mi dà brividi che non si possono domare.

invisibili catene.

Vieni. Zitto e baciami, che parlare non serve quando i battiti sono così veloci. Non riesco a partorire pensieri, mi sto sciogliendo. Davanti a te, che sei maledizione adorata. Avrai fumato una sigaretta mentre guidavi, o mentre venivi verso casa, lo sento, ma su di te nulla mi infasidisce. La tua lingua sa di buono, rincorre la mia, la prende e la rapisce. Allo stesso modo in cui tu hai rapito la mia testa, l’hai avvolta in un turbinio di giravolte e hai pronunciato la formula magica di un incatesimo. Mi hai stregata, sei un fottuto stronzo che ha saputo sin da subito come prendermi, condurmi, portarmi, ed io mi sono lasciata prendere, condurre, portare. Da te si, che mentre mi baci mi sconvolgo dentro, sei passione scatenata, proibizione sdoganata. Tu puoi tutto, puoi disegnare la tela come ti pare. Ancora bianca e vergine, ti sta aspettando, colorala come preferisci. Io faccio da spettatrice attiva e partecipo. Mi hai già sfilato i pantaloni e non me ne sono accorta, ho disattivato le sinapsi, non capisco più niente. Sono la tua puttana, il tuo desiderio malato che esaudisci tutte le volte che mi sfiori, che mi impregno di te. Sei già dedito all’esplorazione del mio corpo, come se non lo conoscessi a memoria. Toccami, leccami, bevi il mio piacere che sgorga per te. Lo sento scivolare e inumidirmi. Ti guardo, mi guardi mentre mi mangi, come fossimo ad un banchetto regale. Mangiami fin quando ce n’è, fin quando non esplodo in orgasmi inspiegabili e lunghissimi. Non trattengo le grida, se mi sente qualcuno poco mi importa. E l’idea non dispiace neanche a te, che ami pensare di avere un pubblico udiore. Ti graffio la schiena, sento la carne sotto le mie unghie e già vedo spuntare i segni. Il mio marchio, che brucerà sotto la doccia mentre ripenserai a quanto siamo pazzi e felici di esserlo. Alzi lo sguardo, ti sposti, e d’un tratto senza dirmi nulla ti sento dentro di me, sento i colpi e ne voglio ancora. Sei su di me, ti infilo due dita in bocca, che lecchi e succhi con cura. Mentre continuo ad ansimare e ad accompagnarti nei movimenti. Lo sai che ferma non so stare con te. Non finirà così, so che vuoi inondarmi di te. Ti sposti per l’ennesima volta, rimango distesa e in attesa, tu al lato del letto in piedi e mi guardi, ti tocchi e ansimi, ed io con te, ti aiuto fino alla fine. Fin quando non sento arrivare il tuo piacere caldo e denso sul mio ventre, rimango immobile ad osservare quella scena imperdibile. Sei fuori di te. Ed io con te, dimentica di ogni cosa là fuori, preferisco rimanere su quel letto e appoggiarmi alla tua spalla, adesso che sei disteso accanto a me. E ti accarezzo, ti mordo, ti bacio mentre ti ascolto.

Ricordi e fantasie.

Qualche giorno fa ho sistemato il mio armadio,la primavera sembra ormai aver travolto ogni cosa. Era ora. Così mentre frugavo fra i vestiti e riponevo nei cassetti alti i più pesanti..le mie dita sono inciampate in quel sacchetto,che contiene le nostre cose. Non l’ho aperto perché conosco a memoria il contenuto. La croce,ho una voglia assurda di usarla. Di rimanere immobile e subire e godere. Legata,mani e piedi,agganciati alla croce che mi impone l’immobilità assoluta. Il desiderio di te mi sta corrodendo a poco a poco,a piccoli morsi. La mia mente ti cerca nei pensieri,e ti trova sempre lì ad attendermi,complice di questa pena condivisa e dannazione. Croce e delizia sei. Mi immagino seduta sul letto,senza possibilità alcuna di movimento,limitata ma pronta a tutto. Pronta per te,che mi guardi e io in quello sguardo ci vedo tanto. Ci vedo molto più di quanto immagini,vedo un uomo con tutti i suoi volti. E mi libero da ogni maschera e mi macchio di peccati,di sudore e di te. Mentre mi assaggi,mi turbi,mi divori. Mentre urlo e la tua espressione muta,contenta e soddisfatta,ammaliata e mai sazia. La tua mano dentro,tutta. Sai quanto lo adoro e so quanto impazzisci. La guardi mentre scivola sparendo,e si bagna dei miei umori,e mi provoca reazioni che non controllo e gemiti agguerriti. Il desiderio di te mi sta corrodendo poco alla volta,centimetro dopo centimetro.

Dipendenza da pensieri morbosi,sei diventato. Dipendente da desideri ormai proibiti,sono diventata.